SumUpBlog

Il contactless in Italia: le novità per i commercianti

Boom dei pagamenti digitali. In Italia, crisi o non crisi, le transazioni con carta continuano a crescere e diventa sempre più comune optare per un pagamento contactless. Proprio di recente, a Roma, è stato inaugurato il servizio “Tap&Go” che permetterà ai viaggiatori di acquistare i biglietti della metro tramite carta di credito o bancomat contactless. Si parla di migliaia di tap al giorno.

Ma cosa c’è dietro il fenomeno dei pagamenti contactless?

“Non c’è bisogno, avvicini la carta”.

Se in fase di pagamento alla cassa hai provato ad inserire la carta nella fessura, ma sei stato reindirizzato ad appoggiarla semplicemente allo schermo del Pos, allora hai effettuato un pagamento contactless. 

Come funzionano le carte contactless?

La carte contactless (letteralmente “senza contatto”) sono delle carte dotate di una targhetta elettronica al cui interno sono raccolte tutte le informazioni. Avvicinando semplicemente la carta al terminale pos è possibile finalizzare un pagamento contactless, poiché le informazioni contenute nella targhetta vengono trasmesse al lettore di carte senza bisogno di inserire fisicamente la carta all’interno di una fessura. 

Come riconosco se una carta è contactless?

Sulla superficie delle carte contactless è presente un simbolo con delle onde bianche che crescono verso destra. Questo stesso simbolo è ora presente nei vari servizi commerciali, insieme ai circuiti delle carte accettate, e sta ad indicare che è possibile pagare con questa tipologia di pagamento. La maggior parte delle carte in circolazione possiedono già questo simbolo e sono dunque abilitate a questo tipo di pagamento. È bene ricordare che le carte contactless possono essere di credito, debito, bancomat e prepagate.   

Contactless vs commercianti: una sfida? 

Abbiamo visto come i pagamenti digitali e la tecnologia contactless abbiano contribuito a rendere più fluida, pratica e veloce l’esperienza di pagamento.

Ma cosa ne pensano i commercianti?

Se 1 carta su 2 è contactless, solo 2 imprese su 3 possiedono il Pos, ma solo il 53% di queste ha la funzione di accettazione contactless. Continuiamo con alcuni dati: il 61% delle aziende sostiene che l’adozione di un Pos per la propria attività sia troppo costosa, e questa percentuale arriva al 77% se il discorso riguarda il Pos contactless. I costi per il comodato d'uso, insieme a quelli del canone mensile, finiscono per intimorire moltissimi commercianti. Proprio sulla base di questo, SumUp ha scelto di offrire una soluzione di pagamento mirata soprattutto alle PMI. Come? Eliminando tutti i costi fissi e offrendo una commissione unica per tutte le carte, anche per quelle contactless che, contrariamente ai pos tradizionali, non prevedono costi aggiuntivi.

Registrati ora

La proposta del Governo sul contactless

Per accontentare i clienti, bisogna anche accontentare i commercianti. In Italia, il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci ha emesso una misura che verrà inserita nella prossima legge di Bilancio: 

Commissioni a zero per le transazioni contactless sotto i 25 euro. Per rilanciare l’economia delle PMI del settore terziario, è necessario spingerle verso la digitalizzazione, che rappresenta il futuro dei pagamenti. Questo incentivo permetterà dunque di pensare anche ai commercianti, che potranno sì soddisfare le esigenze del mercato, ma ad una condizione più favorevole: riducendo i costi di questi servizi.

Quanto siamo sicuri col contactless?

Ci vogliono pochi secondi per effettuare un pagamento contactless: inserito l’importo nel pos, basta semplicemente avvicinare la carta e la transazione è perfettamente riuscita. In molti casi non c’è nemmeno bisogno di inserire il Pin. Nonostante si possa pensare il contrario, il pagamento contactless garantisce totale sicurezza per la carta e i fondi del cliente. Ecco perché:     

  1. La carta deve essere massimo a 3 cm di distanza dal lettore di carte.

  2. La transazione viene registrata una sola volta (nessun doppio addebito).

  3. Funziona solo se il lettore di carte è attivo e pronto per il pagamento.

  4. Per importi superiori a 25 euro viene richiesto il PIN.

  5. Qualsiasi carta, emessa dunque da ente bancario o simile, ti tutela.  

Ma perché vale la pena pagare contactless? 

Se la sicurezza è il primo passo di fiducia verso la tecnologia contactless, l’esperienza offerta al cliente in fase di pagamento non è da meno. Fornire la propria carta al commerciante, azzeccare il lato giusto per inserirla nell’apposita fessura del pos e assicurarsi, infine, di inserire il pin in modo corretto sono fasi che il contactless non solo riduce, ma semplifica. Sia clienti che commercianti concordano sull’ottimizzazione dei tempi, specie in procinto di lunghe code alla cassa. Ecco alcuni dati sulla fiducia legata al contactless in Italia:

  1. 35 milioni di carte sono contactless.

  2. 1 carta su 2 è contactless. 

  3. 1 miliardo di transazioni contactless effettuate solo nel 2018.

  4. + 150% di crescita.

Veloce come un “tap”, facile come un “clic”

Il mondo dei pagamenti contactless non si limita solo alla carta. Quella senza contatto è una tecnologia di pagamento che avviene anche con altri dispositivi. Primo fra tutti è sicuramente lo smartphone. Tramite funzione NFC (Near Field Communication) è possibile completare un pagamento con il proprio telefono cellulare, semplicemente avvicinandolo al lettore di carte dotato di questa tecnologia. Anche in questo caso, come per le carte contactless, viene stabilito un contatto elettronico tra i due dispositivi, senza bisogno di reale contatto. Ecco alcuni dati del 2018:

  1. 80 miliardi in transazioni contactless.

  2. Una crescita di transazioni pari al 650%

  3. 15,6 milioni di pagamenti tramite smartphone.

Contactless: tutta questione d'esperienza?

Acquistiamo meno prodotti, investiamo più nei servizi: questo è quanto emerge da uno studio condotto da Mastercard. L’introduzione dei pagamenti digitali in generale, e di quelli contactless nello specifico, sta modificando le abitudini di spesa di molti cittadini. Questo fenomeno di transizione viene meglio identificato come “experience economy”, letteralmente economia dell’esperienza. Sembra infatti che le spese dei cittadini stiano ora puntando maggiormente a tutti quei settori che offrono servizi. L’economia del possesso sembra dunque perdere punti, e al possesso quantificabile di beni si preferisce pagare per godere di “esperienze”. I pagamenti contactless si concentrano maggiormente in settori come la ristorazione, bar, trasporti (mezzi pubblici, car sharing, bike sharing), ma anche intrattenimento, arte, cultura. Crescono anche le spese in ambito “green”, volte alla sostenibilità. 

Sei un commerciante in cerca di una soluzione di pagamento contactless senza canoni mensili o costi fissi? Scopri la nostra offerta di SumUp. 

Registrati ora

twitterfacebooklinkedin

Lucia Cherchi