• Hobbisti, creativi e artigiani a confronto

Non hai partita IVA? Con SumUp anche gli hobbisti prendono la carta

Hobbisti, creativi e artigiani a confronto

Anche se spesso vengono associate sullo stesso piano, queste tre figure sono diverse tra loro. Scopriamo insieme le differenze dal punto di vista tecnico e fiscale: 

  • Gli hobbisti espongono e vendono i prodotti in modo saltuario e occasionale.

  • L'artigiano è colui la cui creazione è frutto della sua manualità per il 75%. 

  • I creativi realizzano beni grazie alla propria manualità o ingegno.

Per la vendita occasionale e non continuativa non esiste obbligo di aprire partita IVA. L'hobbista ha bisogno solamente di un'autocertificazione che gli permette di vendere certi prodotti ad un massimo di 250 euro l'uno. Se i prodotti possono essere classificati come opere artistiche, o frutto del proprio ingegno creativo, e l'attività viene svolta in modo non professionale, allora è possibile vendere senza Partita IVA.

Chi è considerato hobbista?

In Italia non esiste una disciplina nazionale che regolamenti l’hobbistica. Infatti, l’articolo 28 del D.Lgs. n 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come:

“operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno”.

In pratica, gli elementi che caratterizzano un hobbista, sono i seguenti:

  • Vendita, baratto o scambio di prodotti di modico valore, cioè prodotti che non possono in ogni caso avere un valore superiore a 250€ (il limite in alcune regioni scende fino a 100€);

  • Svolge l’attività in modo occasionale. Attività di partecipazione e vendita svolta in modo del tutto saltuario, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza vincolo di mezzi. Ad esempio, rispetto il limite se decido di partecipare a uno/due mercatini l’anno, ma non se pratico tutti i mercatini della regione, ogni settimana;

  • I ricavi derivanti dall’attività, che devono essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale.

Cosa fa chi non ha obbligo di P.IVA

Emetteranno una semplice ricevuta ad ogni incasso e dichiarano il loro reddito nel quadro RL del Modello Redditi (o quadro equivalente del 730) ai sensi dell’articolo articolo 67 DPR n 917/86 lettere i) ed l).

Ricevuta non fiscale:

La ricevuta non fiscale è la ricevuta che viene emessa da parte dei privati (non titolari di Partita IVA), quando effettuano la cessione di un bene.

La ricevuta deve essere emessa al momento di incasso del corrispettivo di vendita, e sulla stessa deve essere sempre apposta una marca da bollo da 2,00€ quando l’importo della vendita supera le 77,47€.

La marca da bollo è a carico del cedente, ma può essere addebitata all’acquirente.

Quando è obbligatorio aprire P.IVA

Quando un’impresa, un’arte o professione è abituale occorre aprire la Partita IVA. Quindi il termine su cui devi porre la massima attenzione è “abituale”. E che cosa significa abituale?

Senza dubbio significa attività continuativa e non occasionale.

Esempio di attività abituale:

Cristina è un lavoratore nell’azienda familiare. Ha la passione per la realizzazione di braccialetti fatti a mano acquistando materiali assemblandoli e rivendendo gli oggetti. Partecipa con molta frequenza nei mercatini della sua regione, ed opera anche su portali di vendita online. Il tempo che Cristina dedica a questa attività è sicuramente costante e rilevante nel suo tempo. In questo caso è necessario essere in possesso della Partita IVA. Questo in quanto l’attività di Cristina presenta caratteristiche di abitualità.

La vendita su internet per hobbisti e creativi

Molti hobbisti preferiscono provare a vendere sfruttando internet. Ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito internet dove si espongono i propri prodotti se sugli stessi vi sono applicati prezzi di vendita. In questo caso, infatti si rende obbligatorio l’esercizio con Partita IVA.

Attenzione! Questo non vuol dire che un hobbista non possa avere un proprio sito dove espone le proprie creazioni.

Deve trattarsi però di un mero sito vetrina (senza che siano visibili ed esposti prezzi di vendita). Per tutti gli altri hobbisti, che invece, non ritengono opportuno, o non sono interessati, alla vendita professionale, è possibile ovviare a tutti questi adempimenti.

Nel caso puoi farti ospitare da altri siti web, come vetrina per le tue creazioni di oggetti fatti a mano.

Infatti, l’hobbista che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere Partita IVA, può avvalersi di uno dei tantissimi marketplace, dove esporre i propri prodotti (Ebay, Subito.it ecc…)

Attenzione!

La possibilità di essere ospitati su questi portali e rimanere classificati come hobbisti o creativi dipende dalla possibilità di non vedere esposti i prezzi di vendita degli oggetti.

Se promuovi continuativamente le tue creazioni su questi portali ed esponi i prezzi di vendita sei automaticamente considerato un imprenditore, commerciante o artigiano. Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), allora anche in questo caso è necessario l’avvio di un’attività professionale.

I pagamenti con carta - una realtà anche per gli hobbisti!

Con un semplice “tap” tra carta e POS, ogni anno, in Italia, si registrano miliardi di pagamenti contactless: velocissimi, comodi e oggi anche convenienti, grazie ad iniziative come il Cashback, che premia i clienti con un rimborso del 10% sulle spese effettuate con la carta.

Che si tratti di pagare ad un centro commerciale, al negozietto sotto casa, in fiera o ad un mercatino di Natale, le esigenze del cliente sono sempre le stesse ed è per questo che noi, da sempre, supportiamo anche hobbisti, creativi ed artigiani ad accettare pagamenti con carta. 

Aboliamo costi fissi e vincoli contrattuali sul POS per permettere ad attività sporadiche di non perdersi nessuna vendita. 

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Lucia Cherchi