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Qual è il costo del POS per accettare pagamenti con carta di credito?

Il costo del POS troppo alto è una delle ragioni per cui la penetrazione in Italia di questo strumento di pagamento è ancora molto bassa. Infatti, numerosi esercenti e professionisti decidono di non dotarsi di dispositivi per l’accettazione di pagamenti con carta, spinti principalmente dall’errata percezione che i costi del servizio siano troppo elevati. Eppure, non viene considerato il fatto che precludersi la possibilità di offrire pagamenti con carta significa un mancato incasso e quindi minori vendite.

Quante volte vi è capitato che un cliente lasciasse la merce per mancanza di contanti? Oppure che se ne andasse senza pagare con la promessa di passare successivamente a saldare il proprio debito? Secondo uno studio riportato da The Paypers, 1 consumatore su 5 dichiara di lasciare un negozio per l’impossibilità di pagare con carta. Questi sono costi “nascosti” che tuttavia ricadono sull’esercente. Si tratta di costi difficilmente stimabili, ma potenzialmente elevati.

costo pos

Tutti i costi del POS

Ma veniamo ora al costo del POS. Quanto costa davvero accettare un pagamento con carta di credito? Difficile da dire: ancora una volta, la mancanza di trasparenza è la prima tattica utilizzata dagli istituti bancari tradizionali. Tipicamente si possono identificare 4 voci di costo POS:

  1. Costo di installazione: si tratta di un costo una tantum che copre almeno in parte il costo dell’hardware e include il costo di installazione a domicilio dei c.d. gestori terminali, tecnici che assegnano al POS una chiave unica, abbinano il lettore di carte al proprietario, configurano la rete ed effettuano la prima transazione di test.
  2. Canone mensile: è una somma fissa che l’esercente deve pagare mensilmente per il comodato d’uso del POS. Copre gran parte del costo dell’hardware per gli istituti di credito.
  3. Costo fisso per transazione: si tratta tipicamente di pochi centesimi (di solito non più di 10 euro cent) che alcuni istituti bancari fanno pagare per ciascuna transazione effettuata. Questo costo può diventare molto significativo soprattutto su transazioni di piccolo importo: su una transazione da 10 €, 10 centesimi costituiscono l’1% del costo.
  4. Costo percentuale per transazione: si tratta di una commissione percentuale che l’esercente deve pagare sul valore della transazione. Dipende da vari fattori: dal circuito, dalla tipologia di carta (carta business o consumer, carta di credito o debito) ed è in assoluto il capolavoro di mancanza di trasparenza degli istituti bancari.

Cosa si nasconde dietro le commissioni del POS?

Per la gran parte degli istituti, le commissioni sul servizio di accettazione carte devono coprire i costi di struttura, imprescindibili per ciascun player dell’industria: si tratta delle interchange fees e delle scheme fees. Le prime costituiscono la quota delle commissioni che viene pagata alla banca che ha emesso la carta di pagamento; le scheme fees invece identificano la quota pagata al circuito sul quale viene effettuata la transazione.
le commissioni del pos Le ultime, dunque, variano in base alla carta, ed è pressoché impossibile per l’esercente sapere precisamente quanto gli costerà una determinata transazione. Inoltre, il margine che la banca che offre il POS pretende da ciascun cliente varia moltissimo. A seconda della politica commerciale, del volume di transato, della storia del cliente con la banca, dei prodotti bancari erogati al cliente dall’istituto di credito, il margine della banca può variare da mezzo punto percentuale ad oltre un punto percentuale. L’effetto finale è che le commissioni variano da poco sotto l’1% ad oltre il 2%.

Esiste un POS economico?

I mobile POS scardinano i meccanismi descritti sopra e aprono la strada ad un POS economico: i costi di installazione vengono azzerati. I gestori dei terminali e la loro funzione di intermediazione per l’installazione vengono infatti eliminati dalla catena del valore. L’abbinamento del POS con il relativo proprietario viene effettuato in remoto e l’installazione può avvenire in qualsiasi momento da parte dell’esercente.

costi pos economico

Inoltre, il lettore di carte viene acquistato, eliminando così anche i canoni mensili. Nel caso di SumUp, questa offre il lettore di carte Air a 79 € (IVA escl.). L’assenza di canoni mensili si traduce in una riduzione immediata dei costi del POS: se si effettuano transazioni per 1000 € in un mese, un canone mensile di 20 € significa un costo pari al 2%. A questo va poi aggiunto il costo delle commissioni. Con SumUp il cliente sa esattamente quanto paga: canoni mensili del POS gratis e commissione unica dell’1,95% per tutte le tipologie di carte e per qualsiasi importo della transazione.

Vantaggi del mobile POS

I vantaggi di un POS mobile sono dunque molteplici. Nessun costo di installazione o canoni mensili, commissioni POS trasparenti e su misura in base al proprio transato mensile. Inoltre, ottenere SumUp è semplicissimo, basta registrarsi sul sito ed acquistare il dispositivo. In pochi giorni è possibile iniziare ad accettare pagamenti senza dover recarsi in filiale o compilare lunghe documentazioni cartacee. Con un piccolo investimento, non perderai più una vendita e aumenterai il tuo fatturato. Non sei ancora convinto? Prova il POS gratis per 30 giorni! Registrati ora a SumUp!

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